Tuesday, September 2, 2025

FlatPress: Quando lo strumento non è il fine ma il mezzo

Un ritorno alla leggerezza digitale

Ho iniziato a usare WordPress nel 2006, dopo qualche esperimento con Joomla e, ancora prima, con PHP-Nuke. Era l’alba dei Content Management System: ognuno prometteva di rivoluzionare il modo di pubblicare online. Tra i tanti sulla linea di partenza, WordPress mi sembrava il più promettente. Scommisi su di lui.

Per anni ha funzionato, mantenendo semplicita’ di utilizzo e allo stesso tempo flessibilita’ grazie ai plugin che permettevano di estenderne le funzioni. Era uno strumento che lasciava spazio alla scrittura, senza imporsi.

Le cose, pero’, ad un certo punto hanno iniziato a complicarsi. Per rendere le pagine piu’ accattivanti, realizzare landing pages orientate al marketing e soprattutto gestire layout sempre piu’ complessi, WordPress ha introdotto nel 2018 (versione 5.0) l’editor a blocchi Gutenberg. Nel 2020 sono arrivati i temi a blocchi, e poco dopo il Full Site Editing. Una rivoluzione, certo. Ma non per tutti.

Wordpress cresceva in complessita’ aprendo nuove possibilita’ e diventando di fatto il motore della maggioranza dei siti internet. Ma tutto questo per chi voleva semplicemente scrivere (o scrivere semplicemente) diventava un ostacolo. Lo strumento diventava sempre piu’ il fine e non il mezzo.

Per un po’ ci sono cascato anche io. Per guitarblog.it ho realizzato un layout stile webmagazine, con una homepage ricca di contenuti, disposti in modo accattivante con dinamicita’ in modo da catturare il visitatore e portarlo alla lettura di tanti contenuti coinvolgendolo in lunghe visite. Ho iniziato a progettare un piano editoriale che andava piu’ a voler soddisfare i trend di ricerca che la mia voglia di raccontare, e forse anche la voglia di leggere dei visitatori. Lo strumento con le sue nuove possibilita’ si era messo nel mezzo, frapposto tra me e la mia voglia di comunicare.

E’ stato proprio nel momento in cui ho realizzato di non aver pubblicato nulla per un anno intero che ho capito che questo era il problema, non che mi era passata la voglia di farlo, ma che non volevo piu’ usare quello strumento.

Per puro caso ho scoperto Flatpress, non lo conoscevo, stavo cercando uno strumento per realizzare un blog, non un sito di marketing online, non una vetrina di prodotti, non un catalogo. Stavo cercando uno strumento che mettesse al centro il contenuto e non la forma.

L’ho installato in pochi minuti. Nessun database da configurare, nessuna dipendenza da plugin esterni. La struttura era chiara, leggibile, quasi didattica. Ogni cartella aveva un senso, ogni file era accessibile.
L’ho installato nel webhosting del mio dominio personale, mio nome e cognome punto com, un dominio che registrai quasi 20 anni fa, che ha ospitato di fatto il primo proto blog da cui era nato poi guitarblog.it quando decisi di costruire un’ identita’ slegata dalla mia persona. Per tanti anni rimasto poi dormiente e invece nel momento della scoperta di flatpress mi e’ sembrata la soluzione piu’ naturale per un ritorno a casa, alla mia identita’ online.

Flatpress e’ nato nel 2006, ha quasi 20 anni di sviluppo alle spalle. Non utilizza un database, solo codice php e html, e i contenuti vengono salvati in file di testo. Il backup si esegue semplicemente salvando i files via ftp, il ripristino semplicemente ricaricandoli sul server. Il template e’ gestito con Smarty che permette di gestire il layout (CSS e HTML) separatamente dalla logica (PHP).

Ha un sistema di plugins per estendere le funzionalita’ per nulla invasivo e di facile gestione, quelli principali sono inclusi direttamente con l’installazione e possono essere attivati o no a seconda delle esigenze.

I Widgets sono blocchi di contenuto posizionabili in varie posizioni del layout, per esempio la barra laterale, l’header o il footer.

Ma secondo me la vera potenza sta nel backend, nella sua semplicita’ ed immediatezza. l’Editor e’ testuale, essenziale, senza fronzoli, con la possibilita’ di inserire tag di formattazione con BB Code, immagini e video. Un sistema di Media Manager facile con cui caricare immagini e fare gallerie. Gestione chiara degli articoli e delle pagine statiche. Insomma pubblicare un contenuto diventa un’esperienza piacevole, leggera e permette all’autore di concentrarsi su quello che vuole pubblicare non su come pubblicarlo, che non impacchetta il contenuto ma lo lascia parlare.

Credo che per il visitatore che legge il contenuto tutto questo conti poco, mi sono chiesto piu’ di una volta se tutto quello che avevo fatto per rendere guitarblog.it un blog con una immagine moderna, funzionale, accattivante avesse un riscontro effettivo in termini di esperienza d’uso. Analizzando le statistiche era evidente che l’entry page solo raramente fosse la bellissima home page, di norma erano direttamente gli articoli trovati sui motori di ricerca, e spesso la visita si limita alla lettura del contenuto cercato, raramente parte da li per una esplorazione approfondita. Certo ci sono poi i lettori affezionati, quelli che poi tornano a visitare il blog partendo dal’home page per vedere se ci sono nuovi contenuuti, ma per questo tipo di visita il layout tipico del blog gia’ mette in evidenza i nuovi contenuti con una scansione cronologica.

In un mondo che gia’ sovraccarica la percezione di informazioni visuali una pagina semplice e pulita senza troppe distrazioni penso sia un valore. l’accessibilita’ e’ fondamentale, un blog deve poter essere fruito con un browser testuale, o un lettore vocale mantenendo tutto il suo senso.

Con Flatpress si riesce a fare tutto questo, certo sarebbe possibile farlo anche con Wordpress ma sarebbe come usare una centrale nucleare per accendere una lampadina.

E per ultimo, l’affidabilita’. “Quello che non c’e’ non puo’ rimpersi”. Molti problemi di sicurezza di Wordpress dipendono dal database e da plugins che aprono la porta a vulnerabilita’, nulla e’ invulnerabile ma meno porte ci sono meno serrature possono essere scassinate. E se qualcosa dovesse andare storto, Flatpress permette di ripristinare tutto in modo veloce e semplice.

In un web che spesso confonde il contenuto con il contenitore, FlatPress mi ha ricordato che pubblicare può essere ancora un gesto semplice. Che non serve un arsenale di strumenti per dire qualcosa di vero. Che a volte, per accendere una luce, basta una candela.
Non è la forma che mi guida, ma la fedeltà a ciò che conta: il piacere di scrivere, semplicemente.