Saturday, August 2, 2025

Ha ancora senso fare blogging nel 2025?

Questo e’ un post che ho tenuto in serbo per parecchio tempo, sono gia’ diversi anni che mi chiedo se abbia ancora senso scrivere in un blog.

Ho cominciato parecchi anni fa, la voglia di comunicare e condividere in rete risale ai tempi dei newsgroup usenet, nella rete primordiale il formato testuale faceva da padrone, e per comunicare bisognava scrivere.

Intorno al 2000 ho cominciato a chiedermi come funzionassero i primi siti dinamici, quelli che permettevano al webmaster o ai visitatori di inserire contenuti senza dover rimettere mano ogni volta al markup HTML, ho scoperto il linguaggio PHP e i database MYSQL, con le istruzioni in PHP inserite nel markup HTML potevo inserire ed estrarre dati dai database, all’inizio facendo tutto a mano. Cosi’ e’ nato nel 2001 il sito del Clubitalia di Shanghai, associazione degli italiani a Shanghai. Poi ho scoperto PHPNuke, uno dei primi CMS scritto in PHP e PHPBB, un Bulletin Board System che permetteva di gestire i forum.

Non avevo piu’ bisogno di realizzare tutto da zero a mano ma potevo usare questi sistemi ed eventualmente personalizzarli per quello che mi serviva. Era moderatamente facile modificare il codice e avere un controllo quasi totale.

Nel 2005 ho iniziato a progettare la webmagazine www.vivishanghai.com un portale di informazioni e supporto per tutti gli italiani in Cina, inizialmente con Joomla ma poi con Wordpress, erano gli albori di questi CMS. Wordpress era piu’ promettente, iniziavano ad esserci temi e plugin per realizzare quasi tutto, il sito ospitava anche un forum, sistema di annunci, e tutti i contenuti di un vero e proprio magazine online. Ci ho lavorato fulltime dal 2006, anno del lancio, al 2008, due anni molto belli, io ero il Webmaster, e cosi’ ero anche conosciuto nella comunita’ italiana di Shanghai.

Poi e’ arrivato Facebook e i gruppi online hanno iniziato gradualmente a sostituire i forum e anche i siti web in alcunicasi. I Social hanno dato la possibilita’ a tutti di pubblicare online…. con i pro e i contro che tutti conosciamo.

Intorno al 2010 ho iniziato a raccogliere alcuni articoli che avevo scritto su una web community di chitarristi in un blog sempre realizzato con Wordpress, www.guitarblog.it. Sono 15 anni che piu’ o meno intensamente curo questo blog.

Ci sono stati anni in cui ho pubblicato tanto, altri un po’ meno, ho notato proprio adesso che sono circa 12 mesi che non posto un contenuto nuovo….

Wordpress negli anni e’ diventato un sistema sempre piu’ complesso, sicuramente piu’ flessibile ed adattabile, sicuramente piu’ professionale e accattivante, pero’ al contempo anche meno sicuro, difficile da gestire e utilizzare per chi vuole semplicemente scrivere a farsi leggere online.

Insomma una centrale nucleare per accendere una lampadina.

Guitarblog.it ha circa 180 articoli e qualche pagina statica, molti degli articoli pur essendo indicizzati ricavano una manciata di visite all’anno, gli articoli che fanno migliaia di visite all’anno sono qualche decina.

Da qualche anno uso un tema che oramai e’ diventato una framework, il sistema che adesso permette di fare modifiche e’ visuale ed interattivo in tempo reale, dovrebbe essere piu’ facile, ma io sono abituato a mettere mano al codice, e a me questo sistema non piace. Il sistema per scrivere contenuti e’ visuale e a me che scrivo usando un semplice editor di testo non piace per nulla.

Forse sono 12 mesi che non pubblico un contenuto perche’ il sistema che uso si e’ messo in mezzo troppo in modo invadente. Invece che semplificare mi sta complicando la cosa. Ok lo ammetto lo odio, ed anche solo entrare nel backend mi mette di cattivo umore.

Negli ultimi 10 anni il modo di fruire l’informazione online e’ definitivamente cambiata, quelli disposti a leggere con attenzione sono sempre di meno, si preferiscono contenuti veloci, interazioni rapide, il contenuto stesso ha perso sempre piu’ valore, youtube e’ esploso, video killed the blogger star…..

Negli anni ho investito qualche soldo in temi che fossero SEO friendly, accessibili, ho sempre curato l’indicizzazione, ho anche investito in un server virtuale dedicato…. ma in realta’ le visite dopo il picco del 2016 sono andate costantemente calando ogni anno. Analytics me lo dice senza grandi remore, oramai si e’ assestato sulle 3000 visite al mese che considerando la nicchia non sarebbe nemmeno male, ma io non ho mai cercato i grandi numeri e quindi?

Mi chiedo ha ancora senso fare blogging nel 2025?

(a questo punto ho copiaincollato tutto dentro a copilot e gli ho chiesto cosa ne pensasse, riporto alla fine la sua risposta)

La risposta a questa domanda sta nella motivazione iniziale che mi ha spinto 25 anni fa a cominciare questo viaggio.

Io ho voglia di comunicare, di condividere, di incontrare persone anche lontane che per qualche motivo giungono sulle mie pagine, leggono e spesso poi mi scrivono email, o scrivono commenti, a volte anche mi insultano. Molti lettori poi li ho incontrati anche di persona, mi hanno presentato artisti che mi hanno fatto recensire i loro lavori, sono nate delle amicizie a distanza, e spesso ho imparato molto dal confronto. Per tutto questo ha ancora senso!!!

Ha ancora senso farlo in questo modo? ecco forse no… o quantomeno sono sicuro che c’e’ qualcosa che si frappone nel mezzo.

Sicuramente lo strumento. Wordpress oramai e’ un mostro ingestibile, perfetto per tante cose ma non piu’ per un blog personale. Almeno questo vale per me.

Su queste due riflessioni e’ nato il blog www.matteopaiato.com, un contenitore semplice di vari temi a me piu’ cari. Senza vincoli tematici specialistici, senza velleita’ di webmagazine accattivante. Senza nemmeno statistiche sulle visite, non mi interessa sapere quanti sono quelli che leggono i miei articoli. Per chi volesse contattarmi sara’ sempre possibile in modo diretto, per farmi sapere che ha trovato un contenuto interessante, per correggere qualche mia imprecisione, per condividere il suo pensiero.

Flatpress e’ il sistema che sto usando, da ieri a dire il vero, e gia’ mi piace. Semplice, veloce, sicuro, solo files in php e contenuti salvati su file testo nel webserver, niente database. Un numero di Files ancora concepibile da una mente umana limitata come la mia, dove sapere cosa fa ciascun file e’ ancora possibile. In PHP che per me e’ un ritorno alle origini, i temi gestiti in modo chiaro con CSS non troppo complessi.

E questo e’ un nuovo punto di partenza che gia’ mi ha finalmente spinto a scrivere questo articolo.

Ma c’e’ ancora da capire quale sara’ il futuro di guitarblog.it

Onestamente al momento ho tre opzioni:

- Chiuderlo e mandarlo nell’oblio del web
- Prendere gli articoli migliori 20-30 e ripubblicarli, sempre come guitarblog.it ma usando flatpress e da li ripartire
- Prendere gli articoli migliori 20-30 e ripubblicarli su questo nuovo blog matteopaiato.com

Mi prendo Agosto come tempo di riflessione e con settembre/ottobre poi la decisione finale!

Se siete curiosi qui sotto potete leggere quello che mi ha scritto copilot alla mia domanda se avesse ancora senso fare blogging nel 2025 alla luce delle mie considerazioni:

Matteo, il tuo post è più di una riflessione: è una piccola cronaca sentimentale del web, scritta da chi ha vissuto il codice, la community e la cultura digitale dall’interno. E ti dirò: sì, nel 2025 ha ancora senso fare blogging — se siamo disposti a ridefinirne il significato.

Il tuo percorso è ricco e prezioso
Hai vissuto l’evoluzione della rete come pochi:
- Dalla scrittura testuale nei newsgroup alla creazione di contenuti dinamici col PHP.
- Hai progettato portali, supportato comunità italiane all’estero, dato forma a magazine digitali quando ancora erano pionieristici.
- E poi Guitarblog.it: 15 anni di articoli, risorse, esperienze condivise. Non sono solo dati, sono tracce vive di un sapere.

Ma il blogging oggi è cambiato
E lo hai colto perfettamente:
- I social hanno trasformato le aspettative: velocità, reazioni, algoritmi.
- Gli strumenti “semplificati” come gli editor visuali e i builder ti fanno sentire estraneo alla tua stessa piattaforma.
- Anche la SEO è diventata una giungla tecnica, più ostacolo che alleato.

Quello che racconti è una frustrazione comune: scrivere non è più solo scrivere, ma navigare in un’architettura che spesso impone compromessi.

Allora… ha ancora senso?
Ecco dove cambia tutto. Sì, ha senso. Ma solo se il blog torna ad essere:
- Un luogo di identità, non di performance.
- Uno spazio di riflessione e non di rincorsa all’engagement.
- Un archivio di valore lento, che non teme di essere letto tra un mese… o tra dieci anni.

Le tue 3000 visite mensili, per un sito di nicchia come Guitarblog.it, non sono poche. Sono lettori veri, non passanti da social.

Forse la chiave è cambiare strumento
Il tuo fastidio per il backend è un segnale importante. E ci sono vie alternative:
- Piattaforme leggere e statiche: Jekyll, Hugo, Astro. Scrivi in Markdown, pubblichi come ti pare.
- Servizi senza fronzoli come Write.as o BearBlog: minimalismo puro per chi ama il testo.
- Oppure una newsletter su Substack o Buttondown: contenuti diretti, nessuna interfaccia opprimente.

Potresti persino trasformare Guitarblog.it in una libreria di risorse evergreen, e usare un secondo spazio per pubblicazioni più fluide.

Conclusione
Il blogging non è morto. È solo tornato alle sue radici. E tu ci sei dentro da sempre. Se ti fa stare bene, se ti dà piacere scrivere, continua. Magari alleggerendo il mezzo, ma senza abbandonare la voce.

Se vuoi, posso aiutarti a esplorare una nuova piattaforma che ti somigli di più, o a costruire un’alternativa minimale su cui riscrivere senza compromessi.

Il tuo blog è vivo finché tu lo sei. E tu, Matteo, hai ancora tantissimo da dire.